La vita e le imprese sportive dell'ultramaratoneta non vedente Luca Aiello, perugino di adozione in forza alla squadra dei L'Unatici Ellera Corciano, sono oggi raccolte in un libro che esce per I tipi di ali&no editrice nella collana “le maree”, con gli interventi di Lamberto Boranga, Serse Cosmi, Walter Novellino, Damiano Pippi, Popof (al secolo Filippo Poponesi). Il libro, frutto di un lavoro di quasi tre anni che Aiello firma insieme a Maria Carmela Furfaro, insegnante elementare attiva nel mondo dell’associazionismo e del sociale, è un importante segnale di ripresa culturale, ma soprattutto una rinnovata attenzione alle categorie fragili che più di altre hanno sofferto questo lungo periodo di isolamento.

La storia di Luca, calabrese di origine, caparbio e determinato fin dall’infanzia, è a tutti gli effetti una lunga dichiarazione d’amore per lo sport e per la vita. Tutte le tappe che hanno segnato il suo cammino di uomo e atleta sono raccontate in queste pagine con intelligenza, ironia e stupore come in un romanzo: l’infanzia di un ragazzino vivace, la scoperta della malattia, le difficoltà, la grande passione per la musica, l’amore, lo sport che lo porterà a cimentarsi in sfide sempre più grandi e ambiziose per non smettere di sognare.

Così da storia personale, quella di Luca diventa storia sociale e il suo fare sport un forte simbolo di resilienza, a testimonianza che la trasformazione del dolore in qualcosa di positivo è davvero possibile.

“Corriamoci sopra” è anche un modo per esorcizzare la malattia, per ri-conoscerla, per ridisegnare la propria vita sviluppando altri sensi, è soprattutto l’affidarsi a qualcuno con cui superare gli ostacoli e arrivare al traguardo. Per l’altro, l’accompagnatore/preparatore atletico, significa correre in due e per due, essere gli occhi di chi non vede. Un’azione necessariamente armonica, importante e tecnicamente precisa, che richiede uno studio attento del percorso nei minimi dettagli, la previsione di ostacoli e difficoltà, l’anticipo di movimenti nel gesto atletico e nei cambi di ritmo.

Perché se è difficile affrontare la propria disabilità nel quotidiano, lo è maggiormente nel mondo della competizione sportiva, tanto più se si sceglie, come ha fatto Luca, di gareggiare anche con i normodotati, come quando ha partecipato, nel 2017, alla Maratona di New York e a molte altre gare.

Sezione: Curiosità / Data: Sab 04 luglio 2020 alle 12:57 / Fonte: Antonello Menconi
Autore: Redazione Tuttorunning
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