Si è disputata a Piovezzano di Pastrengo (VR) la 13^ edizione della 6 Ore di Pastrengo Trail Fest, organizzata dall’ASD Verona Trail Runners, una di quelle gare che non hanno bisogno di effetti speciali perché l’effetto speciale è la gente che ci mette testa, gambe e cuore. Il format è semplice solo sulla carta: un anello di circa 7 km (D+ 350m), da ripetere per sei ore. Qui non si ‘scappa’ dietro una distanza fissa: si gestisce, si decide, si paga tutto e si incassa tutto, giro dopo giro. E proprio per questo Pastrengo resta una gara che ti misura bene, senza trucchi.

In rappresentanza IUTA era presente Stefano Marcello Burlon, inconfondibile figura nota a tutti quanti, che mi ha raccontato la giornata con la schiettezza di chi il trail lo vive davvero ‘da dentro’. Le sue parole rendono bene l’atmosfera: organizzazione “come sempre impeccabile”, volontari presenti e quel tipo di clima che fa bene allo sport. Con una nota di ironia, che fotografa perfettamente Pastrengo: “ristori ufficiali… e anche qualche ristoro abusivo”, quelli che nascono quando una community funziona e nessuno si sente estraneo, ma dove divertimento e goliardia la fanno da padrone!

Sul percorso, Marcello ha trovato quattro salite principali e qualche tratto reso più impegnativo dal fango (sì, il trail a volte fa il trail). E poi le temperature percepite alte a causa del periodo, che hanno portato diversi atleti ai crampi, compreso lui. Il suo finale è da cartolina realistica: settimo giro chiuso in circa un’ora e un quarto, “sbagliando pure il tratto finale”, perché quando sei cotto capita anche di discutere con la segnaletica… e perdere. Ma fa parte del gioco, quello autentico. I numeri e le prestazioni raccontano un livello importante. Nella prova individuale, la vittoria è andata a Stefano Radaelli con 9 giri (63 km), davanti a Carlo Salvetti e Riccardo Pianesi, entrambi a 9 giri. Tra le donne, 1^ Denise Zacco con 7 giri (49 km).

Nella formula Team Duo, il ritmo si è alzato ancora: Team Ocio al Pocio ha chiuso 10 giri (70 km), davanti a Tien Urta’ e Mai Molar, anche loro a 10 giri. Se volete la traduzione… non cercatela su google translate, ma chiedete in qualche osteria del posto.

Marcello, che questa gara la conosce bene (10 partecipazioni parlano da sole), ha chiuso 7 giri (49 km): una prova solida e, soprattutto, un’altra presenza concreta IUTA sul campo, perché il circuito vive anche così, con persone che ci mettono la faccia e non solo il logo.

La 6 ore individuale di Pastrengo era prova del 15° Grand Prix IUTA 2026 UltraTrail Oxyburn, con coefficiente GP 1,3 e l’evento era sponsorizzato anche da… Oxyburn. Questa è una di quelle tappe che non ‘stanno lì’ per caso: pesano, selezionano, fanno classifica e, soprattutto, costruiscono continuità.

E qui entra in gioco anche il valore aggiunto del circuito: seguire il Grand Prix significa inseguire gare diverse e territori diversi, ma con lo stesso spirito. Con il supporto di Oxyburn e l’energia di una community che si riconosce negli stessi principi: presenza, rispetto, concretezza.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 13:41
Autore: Redazione Tuttorunning
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