Esistono oggi svariate tipologie di yoga. Per chi pratica l’atletica leggera e comunque corre nel tempo libero, è importante la scelta giusta della tipologia che s’intende seguire. Allora per quanti sono impegnati con un allenamento di una certa intensità oppure sono reduci da un infortunio, è opportuno orientarsi per una tipologia più leggera, la quale si concentri maggiormente sull’allungamento, come può essere l’hatha yoga, il più diffuso in Occidente. Mentre per quegli atleti che stanno cercando di accrescere la forza e la capacità di allungamento, potranno essere indicati stili più dinamici, come ashtanga, power yoga, vinyasa.

Poiché lo yoga è sorto in Oriente, ci pare significativo ricordare che «le sacre scritture indiane raccomandano d’intraprendere lo yoga sotto la guida di un maestro sicuro, poiché il sentiero è sottile e pericoloso come “filo di un rasoio”» (Bhagavad Gîtâ VII. 3). Allora l’atleta cercherà un esperto che possa aiutarlo nella pratica di questa importante disciplina per ottenerne benefici.

Ecco una semplice guida dei principali tipi di yoga e la relativa applicazione per gli atleti:

HATHA YOGA È lo yoga ginnico dell’armonia psicofisica, della salute e della longevità. Si tratta della forma più soft di yoga. L’hatha yoga comprende sessioni più statiche, più lente, con maggior interesse sull’aspetto mentale. In genere una lezione prevede in alternanza, rilassamento, asana (posizioni), respirazioni, automassaggio. Può essere utile per gli atleti che, allenandosi in modo intenso, hanno la necessità di allungarsi e rilassarsi.

ASHTANGA Si tratta di una tipologia di yoga piuttosto faticosa, poiché si basa su posizioni che diventano sempre più impegnative con il procedere delle sessioni di pratica. Vi sono parecchie posizioni del cane a testa in giù, che coinvolgono la zona degli ischiocrurali ed esercizi di plank, che invece sono utili per accrescere la forza del core. I muscoli del core sono coinvolti in maniera assai intensa nello yoga, soprattutto se si mantengono le posizioni ideate nello specifico per tale area, come appunto i plank. Nell’ashtanga è molto interessata la parte superiore del corpo. Di solito il ritmo più veloce e l’aspetto competitivo di questa tipologia di yoga sono nello specifico le peculiarità apprezzate dagli atleti.

POWER YOGA Power yoga è utile per l’aumento della forza nell’atleta, grazie al potenziamento muscolare, utilizzando il proprio peso corporeo. Si tratta di una tipologia che ha tratti in comune con l’ashtanga. Essa ha indubbiamente una certa difficoltà operativa e pone l’accento sull’aspetto psichico. Il power yoga comprende posizioni per rafforzare gli arti inferiori, gli affondi, esercizi di rafforzamento laterale in posizione eretta, sequenze veloci come il saluto al sole, il saluto alla luna, ecc. Al pari dell’ashtanga, è opportuno escluderlo in caso di eccessivo affaticamento o d’infortunio.

IYENGAR YOGA Si tratta di una disciplina piuttosto statica, simile allo stretching statico. Vi sono numerose posizioni statiche di mantenimento; inoltre sovente si utilizzano attrezzi come cinghie e blocchi. In quest’ultimo caso, l’enfasi è posta sull’allineamento e la precisione esecutiva, il che lo rende idoneo per i corridori.

VINYASA Si tratta di una tipologia di yoga adatta ai corridori che cercano un’alternativa allo stretching statico, ma non sono così efficienti per sperimentare l’ashtanga e il power yoga. È altresì denominato yoga dinamico e consta il passaggio fluido da una posizione all’altra, evitando la staticità.

YOGA PER CORRIDORI Si stanno diffondendo corsi di yoga per corridori, i quali potranno sperimentare quanto lo yoga sia benefico per la corsa. L’istruttore dovrà essere in grado di adattare la disciplina dello yoga alle esigenze specifiche dei corridori, in modo da migliorare la loro flessibilità e mobilità articolare, il che si ripercuoterà in una più efficiente postura e biomeccanica, in modo tale da scongiurare gli infortuni. La pratica regolare dello yoga si manifesta non soltanto nel miglioramento della postura durante la corsa, bensì pure nell’equilibrio, nella velocità e nella potenza fisica.

A prescindere dalla tipologia prescelta, sarebbe sempre utile abbinare la meditazione. Questa dev’essere eseguita in un luogo tranquillo e silenzioso, ponendosi possibilmente sempre nella medesima orientazione, rivolti a Nord o a Est, ben eretti, rilassati, fermi. Si può cominciare con 5’ di pratica giornaliera, aumentando gradualmente. La meditazione in sé è costituita da una serie di ragionamenti collegati, regolari, logici, sull’oggetto della concentrazione mentale, secondo una progressione di riflessi interiori. Essa potrà essere astratta o concreta, a seconda che si meditano oggetti fisici o meno. Lo sperimentatore che praticherà la meditazione con costanza, potrà acquisire controllo dei suoi pensieri, forza di volontà, possibilità di lavorare con maggior rendimento, la calma, la tranquillità interiore e altri benefici.

BIBLIOGRAFIA

PATRIAN C., Yoga, Sperling & Kupfer Editori, Milano 19645.

WILLIAMSON L., Yoga per la corsa. Come migliorare le performance e prevenire gli infortuni, Elika Srl Editrice, Cesena 2015. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 09 settembre 2021 alle 17:42
Autore: Redazione Tuttorunning
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