Settembre è il vero “capodanno sportivo”: dopo l’estate è tempo di bilanci, nuovi obiettivi e programmazione. Non più solo mantenimento, ma costruzione consapevole della stagione, con allenamenti mirati, prevenzione, varietà e traguardi motivanti da segnare in calendario. Per chi pratica sport con costanza, settembre ha un significato particolare. Non ha l’energia collettiva del 1° gennaio né la carica emotiva della primavera che porta alle prime gare, ma è comunque un punto di svolta. Dopo i mesi estivi, con i loro ritmi meno rigidi, con allenamenti liberi, giornate più lunghe e – spesso – pause necessarie, settembre segna l’inizio di una nuova fase. È il momento in cui si torna a programmare con metodo, si fissano obiettivi concreti e si costruisce la strada che condurrà alle competizioni dell’autunno e dell’inverno.

Pensare a settembre come al vero capodanno dello sportivo aiuta a vivere questa transizione con entusiasmo. Non un rientro forzato alla routine, ma una ripartenza, un nuovo inizio con energia rinnovata.

Bilancio post-estate: fare i conti con la realtà

Il primo passo per programmare la stagione è capire da dove si riparte. L’estate, si sa, porta con sé allenamenti più liberi. C’è chi ha corso e pedalato con continuità, approfittando delle ferie per aumentare i chilometri. C’è chi invece ha ridotto il carico, privilegiando giornate di mare o montagna, o chi si è concesso uno stop completo.

In tutti i casi, settembre non è il mese dei sensi di colpa, ma quello dell’onestà. Serve ascoltare il corpo, osservare i segnali e capire il livello reale di forma. Non è necessario un test da laboratorio o una gara improvvisata: bastano poche sedute di riferimento per raccogliere informazioni preziose.

Una corsa di mezz’ora a ritmo facile, una nuotata controllata o un’uscita in bici senza pressioni permettono di capire tanto. Se le gambe girano bene, se il respiro è regolare e la frequenza cardiaca si mantiene sotto controllo, significa che la base è rimasta. Se invece la fatica arriva presto o il cuore corre più del previsto, servirà qualche settimana di pazienza per ritrovare ritmo.

Segnali da osservare con attenzione:

la frequenza cardiaca a riposo, che indica lo stato di recupero generale;

eventuali dolori o fastidi muscolari e articolari, campanelli d’allarme da non trascurare;

la qualità del sonno e le sensazioni di freschezza o stanchezza al risveglio.

Fare il punto non significa giudicare, ma prendere coscienza: da lì nasce una programmazione intelligente.

I benefici della pausa estiva

Molti atleti vivono lo stop estivo come una perdita di tempo. In realtà, fermarsi o rallentare è un investimento. Il corpo ha bisogno di cicli di carico e scarico, la mente deve respirare dopo mesi di allenamenti serrati e gare.

La pausa estiva, se vissuta senza ansia, regala tre grandi benefici.
Primo: permette di recuperare microtraumi, tensioni muscolari e sovraccarichi accumulati durante la stagione. Secondo: restituisce leggerezza psicologica, perché toglie la pressione del cronometro e dell’obiettivo. Terzo: introduce stimoli diversi. Una nuotata in mare non ha la stessa precisione della vasca, ma regala sensazioni uniche. Una pedalata in salita fatta senza guardare i watt allena la forza in modo naturale. Una corsa su un sentiero panoramico stimola equilibrio e propriocettività.

Settembre è il momento di trasformare questi stimoli in valore. Riprendere la routine con consapevolezza significa portarsi dietro i vantaggi dell’estate, non cancellarli.

La scelta degli obiettivi: la bussola della stagione

Senza un traguardo, la motivazione rischia di disperdersi. Per questo settembre è il mese ideale per decidere quali saranno le tue prossime sfide. Non c’è bisogno di fissare subito una “gara regina”: può bastare un obiettivo intermedio per dare direzione agli allenamenti.

Gli obiettivi migliori sono quelli che combinano realismo e stimolo. Realismo, perché devono essere compatibili con il tuo stato di forma e con il tempo che hai a disposizione. Stimolo, perché devono accendere la voglia di alzarti la mattina e allenarti.

Puoi pensare a obiettivi di breve termine, come una 10 km autunnale, una granfondo ciclistica o una gara di swimrun; a obiettivi di medio termine, come una mezza maratona o un duathlon invernale; e infine a obiettivi più ambiziosi, da programmare in primavera, come una maratona o un triathlon medio.

Suggerimento pratico: esplora il catalogo di eventi su ENDU. Troverai gare di ogni disciplina e livello, ideali per costruire un calendario progressivo.

La pianificazione degli allenamenti

Avere un obiettivo è il primo passo, ma senza pianificazione rischia di diventare un miraggio. Allenarsi “a sensazione” può funzionare per un breve periodo, ma per crescere davvero serve una struttura.

La programmazione più efficace si basa su cicli. Le settimane diventano microcicli, che alternano lavori di resistenza, qualità e recupero. Tre o quattro microcicli si combinano in un mesociclo, con carichi progressivi e una settimana più leggera per consolidare i miglioramenti.

In questa fase della stagione, dopo l’estate, l’attenzione va a tre aspetti principali:

la costruzione di una solida base aerobica, che si ottiene con uscite lunghe e controllate;

il graduale reinserimento di lavori di qualità, come ripetute brevi in corsa o salite in bici;

l’affinamento della tecnica, soprattutto in nuoto, dove piccoli dettagli possono fare la differenza.

Accanto a questi, il cross-training diventa un alleato prezioso. Una seduta di trail running rinforza la muscolatura e stimola l’equilibrio, la palestra migliora forza e stabilità, lo yoga o la mobilità aiutano a prevenire infortuni e a recuperare meglio.

Consigli pratici per una ripartenza ottimale

La differenza tra un atleta che cresce stagione dopo stagione e uno che si ferma spesso non è nella quantità di chilometri, ma nell’attenzione ai dettagli.

Gli strumenti digitali, per esempio, non devono diventare un’ossessione, ma possono essere alleati preziosi. Tenere traccia della frequenza cardiaca a riposo, del sonno e dei carichi settimanali aiuta a capire quando spingere e quando rallentare. Un diario, anche digitale, in cui annotare sensazioni e progressi rende più facile osservare le tendenze nel tempo.

La prevenzione degli infortuni merita un capitolo a parte. Troppo spesso la si trascura finché non è troppo tardi. Invece, inserire sessioni brevi di stretching, esercizi di forza mirata e mobilità ogni settimana riduce enormemente il rischio di stop forzati. Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave: non serve una dieta rigida, ma una gestione consapevole di carboidrati e proteine per sostenere i carichi che cresceranno con la stagione.

Una checklist per settembre

Per sintetizzare, ecco una breve checklist che può guidare la ripartenza:

Valuta lo stato di forma con uscite di riferimento.

Ascolta i segnali del corpo e risolvi eventuali fastidi.

Definisci obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Struttura i microcicli con progressione e scarichi regolari.

Inserisci lavori di qualità e cross-training.

Cura forza, mobilità e prevenzione.

Monitora progressi e sensazioni con strumenti digitali.

Settembre come trampolino

Settembre non è un “ritorno” ma un nuovo inizio. È il momento di trasformare l’energia accumulata in estate in una stagione programmata con intelligenza. Ogni gara scelta diventa una tappa, ogni allenamento un mattone. E quando arriverai al traguardo, potrai dire che tutto è cominciato qui, con la decisione di fare di settembre il vero trampolino verso i tuoi obiettivi sportivi.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 31 agosto 2025 alle 06:00
Autore: Redazione Tuttorunning
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