Questa la newsletter di Orlando Pizzolato. "Il clima estivo è un elemento che fortemente condiziona l'efficienza fisica. Tutto dipende dal controllo della temperatura corporea da parte del sistema di termoregolazione, molto attivo per smaltire il calore prodotto sotto sforzo (definito calore metabolico). Per favorire l'eliminazione del calore durante l'allenamento, il meccanismo della termoregolazione usa il sangue come veicolo di “raffreddamento”, e quando questo tessuto (sangue) è dirottato verso la superficie della pelle, le fibre muscolari si trovano con un deficit di materiale energetico ed ossigeno visto che nel sangue si trovano questi fondamentali elementi necessari per produrre “lavoro” (ritmo di corsa). È essenzialmente per questo motivo che il rendimento cala quando la temperatura dell'aria supera i 25° circa (pur essendoci altre situazioni che incidono). Il rallentamento dei normali ritmi di corsa può arrivare anche a 10”/km, specialmente nelle sedute d'impegno superiore alla corsa lenta. Non necessariamente si evidenzia un calo di rendimento, nel senso che il podista riesce a mantenere inalterato il rendimento, ma in questo caso è lo sforzo a essere nettamente più intenso. Considerando queste particolari situazioni fisiologiche che condizionano l'efficienza fisica, in estate è necessario modulare il carico per evitare elevati stress fisici e deficit di recupero. È risaputo che gli allenamenti a carico elevato (evidenziabili con copiose sudate ma non solo!) determinano un'alta sollecitazione, e i tempi della rigenerazione fisica di allungano rispetto ad analoghe sedute svolte in un contesto ambientale più favorevole. Le caratteristiche fisiologiche soggettive fanno la differenza nell'impostare la preparazione e nel gestire gli sforzi per mantenere un buon livello di efficienza e di condizione di forma. Di base si consiglia di svolgere sedute che impegnino per tempi limitati l'organismo e spesso conviene fare allenamenti che combinino la “velocità” alla “resistenza”, in maniera da mantenere gli adattamenti specifici in entrambi i versanti. Si potrebbe dire che si dà “un colpo al cerchio, un colpo alla botte”. Le più efficaci sedute prevedono che si corra una distanza di un paio di chilometri dopo una serie di prove brevi, oppure che si percorra dapprima tre chilometri e quindi a seguire delle prove su distanza media. Nel primo caso si corrono 10 prove da 400m al ritmo gara di 5km (con recupero pari al tempo della prova) e quindi 2000m al ritmo gara di 10km. Nel secondo caso, sempre all'andatura dei 10km si percorrono 3km e quindi, dopo una pausa che dura la metà della durata della prova appena fatta, si copre una distanza di 3-4km con prove di media distanza (600, 800, 1000 metri). Tra queste, la durata del recupero è uguale al tempo percorso durante la prova. Sono questi gli allenamenti da svolgere una volta ogni dieci giorni durante il periodo estivo. A volte (ma è un'opportunità che hanno i corridori evoluti che partecipano a gare di mezzofondo in pista), si può approfittare dello stimolo di una competizione breve (1500, 3000, e 5000m) per combinarlo con altre sollecitazioni, come quelle indicate prima. Quindi, a gare di mezzofondo si aggiungono variazioni brevi, tipo 200, 300 e 400m, per un totale di 2km circa extra gara".

Sezione: Editoriale / Data: Mer 16 giugno 2021 alle 19:22
Autore: Redazione Tuttorunning
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