La 45ª edizione della Biella-Oropa verrà ricordata come quella dove sono caduti contemporaneamente entrambi i record del percorso.
E non solo, perché i 570 partenti (su 651 preiscritti) vanno ad eguagliare il record di presenze datato 2015. Potevano essere molti di più ma un ingorgo imprevisto in tangenziale a Torino ha fatto fare marcia indietro ad un paio di gruppi provenienti dal Cuneese e dalle valli del Torinese occidentale.

Un'edizione nella quale sono state rispettate tutte le normative anti-covid in vigore, anche in forma più restrittiva rispetto a quanto richiesto dai protocolli, e che ha visto la fattiva collaborazione di AIB Piemonte, S.O.G.IT. e Croce di San Giovanni di Cossato nella gestione dell'evento, per quanto concerne la sicurezza dei partecipanti.

Assente Sara Dossena per un malessere di stagione, la vetrina l’ha avuta tutta per sé la nazionale inglese Emily Grace Collinge (Atl. Alta Valtellina), atleta che da tempo vive a Sondrio e che ha deliziato i presenti con la sua corsa fatta allo stesso tempo di potenza esplosiva e grazia sublime, ed è salita sulle strade di Oropa con un passo da campionessa europea (e seconda al mondo) quale è stata in passato. Il suo tempo finale ha disintegrato il record di Valeria Straneo che resisteva dal 2011: “Emmie” ha chiuso in 50’59 (contro il 52’16” precedente) dopo una gara condotta in solitaria fin dalla prima salita dopo solo un chilometro e mezzo dei 12,2 previsti. Dietro hanno battagliato a lungo per il secondo posto due atlete azzurre: alla fine l’ha spuntata la valdostana olimpica Catherine Bertone (Atl. Sandro Calvesi), una delle beniamine dei tifosi biellesi, con il tempo di 55’53”, di poco superiore al suo best (55’47” nel 2017). Dietro di lei Sara Brogiato (Aeronautica Militare) che con un finale di 56’41” si infila al settimo posto della classifica di tutti i tempi.

Sotto l’ora di gara e tra le prime 20 della all-time anche le altre due premiate, pure loro atlete che hanno frequentato la nazionale azzurra: parliamo di Lorenza Beccaria (Atl. Saluzzo), quarta in 57’48” (10ª all-time) e di Camilla Magliano (Pod. Torino), 5ª in 58’59” (15ª all-time).
Insomma una vera edizione record al femminile, che rimarrà a lungo negli occhi di chi ha potuto goderne.

Una defezione importante poco prima dell’avvio, quella di Xavier Chevrier, ma anche qui lo spettacolo e le emozioni non sono mancante. Un gruppetto ha subito strappato nei primi chilometri, rimanendo unito sino al quinto. Poi sulle prime salitone del Favaro il valdostano di origine marocchina Omar Bouamer (Gs Parco Alpi Apuane) ha cambiato passo e ha fatto vedere tutta la sua classe. Spinto dai tanti tifosi biellesi lungo il percorso e con il lombardo Andrea Astolfi ad una ottantina di metri, ha allungato deciso ed è arrivato sotto lo striscione del traguardo con il fantastico tempo di 47’46”, nuovo record assoluto del percorso. Dopo ben 13 anni, dunque, è caduto il primato che apparteneva dal 2007 all’atleta belga di origine marocchina Abdelhadi El Hachimi.


Sul secondo gradino del podio Andrea Astolfi (Cus Pro Patria Milano) che ha sempre tenuto sulle corde il vincitore, con il tempo di 48’05”, entra al terzo posto della classifica all-time, a dimostrazione di quanto sia stato alto il livello della gara. A onor del vero il tempo reale, verificato successivamente alla validazione delle classifiche, è di una decina di secondi più basso a causa di un errore tecnico nella misurazione.

Terzo un atleta ormai affezionato alla Biella-Oropa: si tratta del lombardo Giuseppe Molteni (Atl. Desio), già vincitore nel 2016, 5° nel 2017, 4° nel 2018 e 3° anche l’anno scorso. Il suo crono è di 48'59", suo best time in questa gara e 15° di sempre.

Al quarto posto un altro fedelissimo della gara, nonostante sia anche lui lombardo: è Michele Belluschi (Grottini Team Recanati) che ha terminato in 49’20”, 20° di sempre.

Cinque i premiati e dunque gloria anche per un altro atleta marocchino di nascita e residente in Lombardia: Soufiane El Aoufi (Pro Sesto Atletica), partito fortissimo in testa al gruppo. 49’45” il suo crono.

La premiazione ha visto la presenza del sindaco di Biella Claudio Corradino, del suo vice Giacomo Moscarola, del delegato provinciale Fidal Gino Marangoni e del Fiduciario Tecnico Regionale del Piemonte, Cleliuccia Zola.

Una scelta, dettata dal buonsenso degli organizzatori, che ha suddiviso gli atleti in tre onde di 180/200 ciascuna, applicando in maniera ancor più restrittiva le regole anti-Covid che limitano il numero di partenti a 500 per ogni gruppo. Una scelta che si è rivelata vincente per quanto concerne la gara femminile, che è stata spettacolarizzata rispetto al passato. Ma anche da rivedere nella sua gestione maschile considerando che la terza onda (quella dei migliori), si è mescolata con la seconda (quella dei master 45-55) e ha creato qualche difficoltà a riconoscere i valori al traguardo. Tutta esperienza da mettere a frutto per il futuro come ha sottolineato anche Claudio Piana: «La scelta delle tre partenze si è rivelata certamente interessante e per certi versi vincente. In futuro probabilmente varieremo qualcosa magari proponendone una solo femminile e una sola maschile per renderla ancora migliore. Sono comunque felicissimo per come sono andate le cose: le notizie del mattino con le due defezioni di Chevrier e Dossena e la rinuncia di un paio di gruppi per il traffico mi aveva messo di malumore, ma poi la gara è stata magnifica, il tempo ha tenuto, sono arrivati due record e tutti si sono dimostrati molto coscienziosi per quanto concerne l’uso di mascherine e il distanziamento sociale».

GLI ATLETI BIELLESI

Sono stati pochi rispetto alle passate edizioni. Probabilmente il lungo lockdown e la mancanza di gare in zona per circa 6 mesi ha bloccato molti runner che non se la sono sentiti di affrontare un percorso duro e selettivo come quello della Biella-Oropa.

Il miglior biellese al traguardo è stato Alessandro Ferrarotti (Climb Runners) arrivato al 7° posto in 50’25”.

Tra le donne, invece, appena fuori dalla top-10 l’inglese residente nel biellese Natalie White (Climb Runners), 11ª in 1h05’36”.

I VINCITORI DELLE VARIE CATEGORIE

Ai primi 5 uomini e alle prime 5 donne della classifica assoluta sono andati premi in denaro per un montepremi di circa 1200 euro. Grazie alla partnership con varie aziende  si sono potuti premiare anche i primi 5 di ogni categoria con premi in natura.

Le vittorie sono state conquistate da Giulia Guglielmetti (Fulgor Prato, jpsf), Natalie White (Climb Runners, F35), Nicol Albina Cavallera (Borgareto 75, F40), Elena Soffia (Maratoneti Cassano Magnago, F45), Maria Cristina Guzzi (San Marco Us Acli, F50), Gabriella Gallo (Castellania Gozzano, F55), Maria Giovanna Cerutti (Gsa Valsesia, F60), Silvia Bolognesi (Cambiaso Risso Genova, F65), Gianna Annita Vaccari (Gaglianico 70, F70+), Renè Cuneaz (Cus Pro Patria Milano, jpsm), Vezio Bozza (Atl. Santhià, M35), Gabriele Tonon (Cambiaso Risso Genova, M40), Dario Rognoni (Cus Pro Patria Milano, M45), Adriano Nicolelli (Atl. Settimese, M55), Francesco De Napoli (Atl. Santhià, M60), Flavio Mangili (Atl. Paratico, M65) e Giovanni Grassini (Campus Varese Runners, M70+).

IL TROFEO ISMAR PASTERIS

La 45ª edizione della Biella-Oropa coincideva anche con la 16ª edizione del Trofeo Ismar Paster, in memoria del fondatore della gara, assegnato alla prima società della classifica a punti: la vittoria è andata all’Atletica Santhià con 1102 punti, davanti a Gsa Valsesia (1027) e Climb Runners (987).

Il Trofeo Panificio Patti-Eurometallica alla società più con il maggior numero di atleti al traguardo è andato alla Pietro Micca Biella Running con 27, davanti al Gsa Valsesia con 25 e al Gaglianico 74 con 24.

GLI AMICI DI “PASSIAMO ANCHE NOI”

Alla 45ª edizione della Biella-Oropa ha preso parte anche un gruppone di runners denominato “Passiamo anche noi”: sono stati gli angeli custodi di 5 atleti speciali, provenienti da Piemonte e Lombardia, che hanno affrontato la salita a Oropa in carrozzella. Per loro una partenza in pompa magna tra gli applausi degli atleti e del pubblico presente tra la prima e la seconda “onda” e l'arrivo al traguardo in parata, dopo circa 2 ore. Un grandissimo esempio di come lo sport possa e debba entrare nel sociale e nella solidarietà umana.

Sezione: News / Data: Lun 12 ottobre 2020 alle 16:42
Autore: Redazione Tuttorunning
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